Introduzione: Come tenersi un uomo per più di sei mesi
L’uomo è cacciatore e, soprattutto, riluttante a impegnarsi in un rapporto stabile. Anche se conosce molto bene i pregi del vivere in una famiglia, non riesce a fare quel passo in più per comprendere che le attenzioni e l’amore quotidiano possono arrivare da una donna che non è sua madre. Oggi sono molte le ragazze che si ritrovano single oltre i trentacinque anni. La maggioranza delle quarantenni (e oltre) che sono (o ridiventano) single continuano a inseguire il sogno: la coppia, se possibile sempre la stessa. Anche le più giovani sono alla ricerca di una relazione duratura: amano innamorarsi e continuare a esserlo.
Gli uomini, però, scappano. In effetti, quando si tratta di portarsi a letto una donna non sono così riluttanti. Fuggono, invece, quando arrivano le richieste, esplicite o meno, di definire, in qualche modo, il patto di coppia.
Tu: – Sono felice che andiamo così d’accordo, ci piacciono le stesse cose e, poi, questa vacanza che faremo al mare, noi due, è come avere un progetto insieme, non è vero?
Lui: – (occhi spalancati, respiro affannato) Sì, certo. Ovvio che avremo la nostra camera, ma ci saranno anche i ragazzi. All’idea di andare a Panarea si sono esaltati.
Tu: – Ma non dovevamo essere da soli? (Stai per piangere: devi controllarti.)
“Noi due”, “progetto”, insieme” sono parole che scatenano in lui l’allarme rosso. Capisce che la tua ambizione non è limitata alle due settimane nella pensioncina meublé e che potrebbe essere difficile sganciarsi al rientro in città.
L’uomo, quando deve accasarsi, è come una pianta che non riesce a trovare l’habitat giusto: troppa acqua, poco sole, esposizione a tramontana. Attecchisce, cioè si infila nel tuo letto. Fiorisce, cioè si eccita. Dà i frutti, cioè conclude con soddisfazione reciproca la scopata, ma… se provi a fargli capire che quel letto potrebbe essere il suo tutti i giorni e per un tempo indefinito, che potrebbe anche solo dormirci senza dare fiori e frutti, corri il rischio di vederlo scappare a radici, ops, gambe levate!
Ricordati questo, però: se lo scaldino è l’unica cosa che è accoccolata vicino a te quando sei seduta sul divano, ed è l’unica cosa che trovi nel letto prima di te per scaldarti le lenzuola, questo libro non ti farà trovare un uomo.
I nostri consigli non ti serviranno nemmeno se stai vivendo una storia di sola intesa sessuale. A letto, lui fa ballare i tuoi ormoni al ritmo di samba e tu diventi poliglotta senza aver mai studiato le lingue; quando se ne va, però, non c’è nessuna storia, e ti fa rimpiangere i tempi delle medie, quando il ragazzino seduto nel banco dietro di te ti scriveva: “Vuoi essere la mia ragazza?”.
Per lui, invece, sei soltanto una scopamica: una volta fuori dal tuo letto, sparisce per giorni, ti manda qualche SMS carino prima di ripresentarsi e, dopo un’accesa discussione (si sa che litigare aumenta la passione), fate pace sotto le lenzuola. Ma poi ricomincia tutto da capo. Anche in questo caso il libro non servirà, perché con gli stronzi, ahinoi, non ci sono consigli che servano. Cara scopamica, sappiamo che in te c’è una parte che si arrovella e vuole intervenire su di lui: sei donna e spesso pensi che se sarai affettuosa e gentile lui si innamorerà di te. Invece di inseguire l’ossessione di voler cambiare un uomo sbagliato, e trasformarlo da stronzo in principe azzurro, ti diamo volentieri un consiglio per evitare delusioni: abbandona subito quest’idea e usalo al posto del vibratore.
Il nostro libro, invece, ti sarà utile se stai vivendo una storia di amore e passione: dopo aver ringraziato San Gennaro, potresti trovare interessante la lettura, perché abbiamo pensato di raccogliere in questa parte i consigli indispensabili per riuscire a tenersi un uomo per più di sei mesi. Il semestre è una convenzione: a te, che sei fortunata, potrebbero bastare sei settimane per incantarlo a vita. A te, invece, che sei un po’ sfigatella, potrebbero essere necessari oltre dodici mesi di sforzi e impegno. Abbiamo definito i sei mesi come il periodo oltre il quale non devi più agitarti per conquistarlo, ma… rilassarti? Mai! Dopo la prima vittoria, come con le diete, scatta il mantenimento. Non vorrai mica perderlo dopo aver tanto brigato per averlo, vero? E noi sappiamo bene quanta fatica ti è costata fargli decidere di venire a vivere con te.
Anche se riesci a farti sposare, non dovrai mai dimenticare cosa gli è piaciuto di te, soprattutto se si tratta di una qualità costruita apposta per lui, per piacergli. Sei riuscita a convincerlo che sei la metà della mela, sei passata dal mondo dei single a quello degli accoppiati: questo è l’obiettivo più difficile da raggiungere. È, però, molto facile perdere il territorio conquistato così duramente. Rifletti: se lui si dimentica di portarti i fiori un certo giorno, ti arrabbi. Ti manca quel suo modo irruento di stritolarti e baciarti al risveglio: lo faceva i primi tempi e ora grugnisce un “ciao” distratto. Quando ci pensi, ti viene voglia di mandarlo a quel paese. Anche per il tuo uomo è la stessa cosa: si ricorda di quando eri sempre curata, senza peli superflui anche in inverno, o rimpiange le cenette speciali che gli preparavi. E adesso? Cena comprata in rosticceria e fianchi oversize; i capelli lunghi e fluenti, che a lui piacevano tanto, diventano cortissimi (in piscina sono più comodi); le scarpe da ginnastica hanno preso il posto dei tacchi e il gambaletto quello delle autoreggenti. Orrore! Lui pensa: “Ma in piscina ci andava pure prima!”.
Per non parlare di quei giorni: sei nevrotica, lui non può nemmeno aprire bocca perché anche il suono della sua voce ti rimbomba in testa e ti infastidisce. Lo vedi vagare per casa e vorresti trovargli un posto adatto, al tuo amore. Arrivi a rimpiangere pure lo scaldino, che se ne sta chiuso nell’armadio, senza fiatare. Se poi lui prova anche solo a contraddirti, pensi che sia più facile usare il nuovo DVD che comunicare con lui: basta leggere le istruzioni che hai raccolto ordinatamente in una cartellina insieme a quelle di tutti gli altri apparecchi elettronici di casa.
La prima cosa che ti ricordiamo è che convivere con un uomo non è la stessa cosa che comprare un elettrodomestico: non ci sono istruzioni, e soprattutto non puoi pensare che lui se ne stia in modo ordinato da qualche parte in casa, senza infastidirti. Anzi, i giorni prima delle mestruazioni, la prima cosa che lui nota non è certo il tuo umore, ma sono le tue tette: si accorge che dalla seconda sei passata alla terza, e si butta, come un cucciolo su mamma gatta, sul tuo seno dolorante, provocandoti più fastidio che piacere. E soprattutto alterando il tuo precario equilibrio:
Lui: – Ma amore, ti è cresciuto il seno! (lingua di fuori e mani a ventosa)
Tu: – È gonfio, tesoro, non mi è cresciuto. La fase della crescita è già passata da un pezzo.
Lui: – Sei nervosa?
Tu: – No, cosa te lo fa pensare?
Lui: – Il morso che mi hai dato alla mano.
Ora è nervoso pure lui, perché non ha mica capito il motivo del tuo gesto.
Questa è soltanto una delle tante situazioni che si possono presentare durante la vostra convivenza, e potrebbe essere una buona idea seguire i nostri consigli per riconquistarlo e, soprattutto, tenertelo stretto.
Alto, basso, grasso, magro, con la pancetta, calvo o con il codino, ti piace e vuoi tenertelo per sempre: è il tuo orsetto. Magari ha una madre ingombrante, un’ex moglie invadente oppure interessi e amici che occupano tutto il suo tempo, ma tu lo ami. Ti piace tutto di lui, anche il suo nome (prendiamone uno a caso: Tommaso Paride). No, riflettendo ci sono alcune cosette che non ti entusiasmano: è un po’ distratto quando si tratta di farti un regalo e molto attento (vogliamo dire tirchio?) quando arriva il conto del ristorante. Non illuderti: non riuscirai ad addomesticar… a cambiarlo più di tanto. Le stelle alpine non crescono al mare, no? Puoi costringere un limone nel vaso in terrazza: se sei fortunata, ti darà anche due o tre frutti, ma non sarà mai rigoglioso come l’albero piantato in Sicilia.
Con questo libro abbiamo cercato di dare i suggerimenti necessari a te per riuscire a incatenarlo e, solo per gli aspetti davvero insopportabili, qualche indicazione sul modo meno opprimente di orientarlo verso il miglioramento. Se il tuo orsetto ha più di qualche pecca, ti consigliamo di fargli leggere l’altra metà di questo volume. Non sarebbe male che lo facessi anche tu: è sempre utile vedersi da un altro punto di vista.
In questa parte del libro abbiamo raccolto i dieci consigli fondamentali per riuscire a incatenarlo a te. Non è facile: sei tu che ti devi impegnare per tenerlo legato; non fare l’errore di usare le tue forze per cambiarlo in modo che diventi esattamente come l’ideale dei tuoi sogni. “Intelligente, affascinante, intrigante…”: ora basta parlare di te, parliamo di lui. È lui che ami, non quello che potrebbe diventare, e soprattutto ricordati sempre: lui non diventerà mai come te.
“Voi siete donne, come diavolo fate a sapere quello che vuole lui?”: giusta obiezione e la risposta è “esperienza”. Noi ci abbiamo messo molto meno di sei giorni a far comprendere ai nostri mariti che l’unica cosa che desideravano veramente era legarsi a noi per tutta la vita.